Sebbene i framework siano europei e nazionali, la loro applicazione concreta dipende dalle singole delibere regionali. Ogni struttura socio-sanitaria opera dentro tre livelli normativi sovrapposti.
Ogni struttura socio-sanitaria si trova all'incrocio di tre sistemi normativi che si sovrappongono: il più basso nella gerarchia è quello che impatta di più sul lavoro quotidiano.
Il quadro di riferimento. Stabilisce i requisiti minimi, i diritti dei cittadini e le soglie sanzionatorie. È uniforme in tutta Italia ma abbastanza generico da richiedere — e permettere — una declinazione locale. Definisce il «che cosa» ma raramente il «come».
Qui le cose cambiano davvero. Ogni Regione recepisce le norme nazionali con propri atti (DGR, delibere di Giunta) che specificano requisiti strutturali, dotazioni minime di personale, tariffe e procedure di accreditamento per ogni Unità d'Offerta. Una RSA in Lombardia e una in Veneto vivono realtà normative molto diverse pur sotto la stessa legge nazionale.
L'applicazione concreta alla singola struttura. Protocolli operativi, contratti con il SSR, minutaggi del personale ASA/OSS, integrazione con il Fascicolo Sanitario Elettronico regionale e i sistemi della Centrale Operativa Territoriale. È il livello dove la conformità si traduce — o fallisce — nel lavoro di ogni turno.
L'accreditamento non è un atto unico e definitivo. È un processo continuo, soggetto a verifiche e aggioramenti normativi che le strutture devono monitorare costantemente.
La delibera introduce un nuovo standard di verifica dell'accreditamento per RSA, RSD, strutture per le dipendenze e strutture per minori. Ridefinisce le griglie di valutazione ispettiva, i requisiti documentali minimi e le tempistiche di adeguamento per le strutture già accreditate.
In vigoreLe strutture accreditate sono tenute a produrre una valutazione annuale delle proprie risorse tecnologiche — hardware, software, dispositivi medicali — soggetta a verifica regionale in sede di rinnovo dell'accreditamento. La mancata documentazione è causa di sospensione.
Obbligo annualeIl DM 77/2022 rimanda alle Regioni la definizione puntuale della distribuzione territoriale e dei requisiti delle Case di Comunità e degli Ospedali di Comunità. Il bacino di riferimento per gli OdC è fissato in 100.000 abitanti, ma ogni Regione ne declina la tipologia, le dotazioni e le modalità di accreditamento.
Attuazione regionaleLa Legge 193/2024 ha sospeso l'applicazione di alcuni criteri di accreditamento fino al 31 dicembre 2026, aprendo una finestra temporanea per le strutture in fase di adeguamento. Le Regioni devono recepire la sospensione con propri atti e definire il piano di rientro al termine del periodo transitorio.
Finestra transitoriaDelibere, DGR e circolari regionali selezionate e commentate in chiave operativa. Il badge • CLAVIS indica che l'aggiornamento è già recepito nei documenti master della piattaforma.
CLAVIS automatizza l'aggiornamento dei documenti master in base alla regione della struttura — procedure LASA, prevenzione infezioni e valutazione multidimensionale sempre allineate alle DGR locali vigenti.